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È legale affittare casa su Airbnb in Italia?

È legale affittare casa su Airbnb in Italia?
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Redazione Scoprendo
Redazione Scoprendo · Pubblicato il: 2026-04-01

Sì, è legale affittare casa su Airbnb in Italia, ma con diverse restrizioni e regolamentazioni che variano significativamente a seconda della regione e del comune. La situazione normativa è complessa ed è cambiata notevolmente negli ultimi anni, soprattutto a seguito delle preoccupazioni sollevate riguardo all'impatto dell'affitto breve sulla disponibilità di alloggi a lungo termine e sui prezzi immobiliari.

Il Quadro Normativo Generale

Fino al 2017, l’affitto turistico era regolato in modo molto blando. Con la Legge di Stabilità per il 2018, è stato introdotto un regime fiscale specifico per i redditi derivanti da contratti di affitto a breve termine (meno di 30 giorni), come quelli gestiti tramite piattaforme come Airbnb.

Questa legge ha stabilito che questi redditi devono essere dichiarati e tassati con una ritenuta d’acconto del 21% applicata direttamente sulla piattaforma. Questo significa che Airbnb, o altre piattaforme simili, sono tenute a versare direttamente le imposte al Fisco per conto dell'host.

Tuttavia, la legge nazionale è solo il punto di partenza. I Comuni e le Regioni hanno la possibilità di introdurre regolamenti più restrittivi che limitano o addirittura vietano l'affitto breve in determinate aree.

La Legge Nazionale e le Tasse

Come accennato, la legge nazionale impone un’imposta sostitutiva del 21% sui redditi derivanti dall'affitto turistico. Per i contratti conclusi tramite piattaforme come Airbnb, questa imposta viene applicata direttamente dalla piattaforma stessa.

Per essere in regola, è fondamentale:

  • Dichiarare tutti i redditi derivanti dagli affitti brevi nel modello 730 o Redditi PF.
  • Fornire alla piattaforma (Airbnb) il codice fiscale e le informazioni necessarie per l'applicazione della ritenuta d’acconto.
  • Conservare la documentazione relativa ai contratti di affitto, come i bonifici ricevuti.

È importante notare che la normativa prevede anche l'obbligo di emettere fattura elettronica per ogni prestazione, a meno che non si opti per il regime forfettario (in questo caso, è necessario rispettare determinati requisiti e limiti).

Regolamenti Comunali: Il Fattore Chiave

La vera complessità della questione risiede nei regolamenti comunali. Molti comuni italiani hanno introdotto misure per limitare l'affitto breve, soprattutto nelle zone centrali o a forte vocazione turistica.

Questi regolamenti possono prevedere:

  • Limitazioni al numero di giorni di affitto all’anno: Alcuni comuni consentono l'affitto solo per un massimo di 30, 60 o addirittura meno giorni all'anno.
  • Obbligo di registrazione della Struttura Ricettiva Turistica (SRT): Molti comuni richiedono che gli host si registrino presso il Comune e ottengano una certificazione come Struttura Ricettiva Turistica. Questo processo può essere oneroso e richiedere la presentazione di documentazione specifica, come planimetrie dell'immobile e attestati di conformità alle normative sulla sicurezza.
  • Divieti in determinate zone: Alcuni comuni vietano completamente l'affitto breve in aree residenziali o a forte pressione abitativa.
  • Limitazioni al numero di persone ospitabili: Alcuni regolamenti impongono limiti al numero massimo di ospiti che possono essere accolti in un immobile destinato all’affitto turistico.

Esempi concreti:

  • Venezia: Il Comune ha introdotto una tassa di soggiorno e limitazioni significative all'affitto breve, con l'obiettivo di preservare il tessuto sociale della città e favorire la residenzialità.
  • Firenze: Ha implementato un sistema di registrazione obbligatoria per le Strutture Ricettive Turistiche (SRT) ed è in continua evoluzione nella sua normativa.
  • Roma: Ha introdotto una disciplina più rigorosa, con l'obbligo di registrazione e l’applicazione di sanzioni in caso di violazioni.
  • Milano: Richiede la registrazione della Struttura Ricettiva Turistica (SRT) e prevede limiti al numero massimo di giorni all'anno in cui è possibile affittare un immobile.

È fondamentale verificare le ordinanze comunali del luogo in cui si intende affittare l’immobile, poiché le sanzioni per la violazione delle normative possono essere significative (multe, confisca dell'immobile).

Il Ruolo della Regione

Anche a livello regionale, possono esistere regolamenti specifici che integrano o modificano la normativa nazionale e comunale. Ad esempio, alcune regioni potrebbero introdurre incentivi per l’affitto a lungo termine o limitazioni più stringenti all'affitto breve.

Cosa Succede se Non si Rispettano le Norme?

La mancata osservanza delle normative sull'affitto turistico può comportare diverse conseguenze, tra cui:

  • Sanzioni amministrative: Multe che possono variare a seconda della gravità della violazione e del comune di riferimento.
  • Confisca dell'immobile: In casi estremi, il comune può disporre la confisca dell'immobile utilizzato per l'affitto turistico abusivo.
  • Responsabilità penale: In alcuni casi, la violazione delle normative sull'affitto turistico può configurare un reato, come ad esempio l’esercizio abusivo di attività edilizia o la violazione delle norme sulla sicurezza.

Consigli per gli Host

Per evitare problemi e operare in modo legale, ecco alcuni consigli per chi intende affittare casa su Airbnb in Italia:

  • Informarsi accuratamente: Verificare le ordinanze comunali e la normativa regionale vigente nel luogo in cui si intende affittare l’immobile.
  • Registrare l'immobile (se necessario): Ottenere la registrazione come Struttura Ricettiva Turistica (SRT) presso il Comune, se richiesta dalla normativa locale.
  • Dichiarare i redditi: Dichiarare tutti i redditi derivanti dagli affitti brevi nel modello 730 o Redditi PF e versare le imposte dovute.
  • Rispettare i limiti di affitto: Non superare il numero massimo di giorni all'anno consentito dalla normativa locale.
  • Garantire la sicurezza dell'immobile: Assicurarsi che l’immobile sia conforme alle normative sulla sicurezza e dotato dei prescritti dispositivi antincendio.

Conclusioni

Affittare casa su Airbnb in Italia è possibile, ma richiede una conoscenza approfondita delle normative locali e nazionali. La situazione è complessa e in continua evoluzione, quindi è importante rimanere aggiornati sulle ultime novità legislative e regolamentari. La collaborazione con un commercialista o un consulente esperto in materia può essere utile per evitare errori e sanzioni.

Fonte: [https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/tributi/affitti-brevi]

Verificato dalla Redazione Scoprendo