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Come funziona davvero l'autovelox e quando scatta la multa

Come funziona davvero l'autovelox e quando scatta la multa
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Redazione Scoprendo
Redazione Scoprendo · Pubblicato il: 2026-05-10

La risposta breve: sì, è obbligatorio. Ma ci sono eccezioni che valgono la pena sapere.

Immagina questo: sei di fretta per una riunione importante, superi un piccolo paese a 65 km/h in una zona dove il limite è 50 km/h e, pochi giorni dopo, ricevi una multa salatissima. Ti chiedi se l'autovelox ha funzionato correttamente o se c’è stato un errore. La realtà è più complessa di quanto sembri.

Cosa è successo davvero

Il funzionamento dell'autovelox, o meglio, dei sistemi di controllo della velocità, non è sempre trasparente. Esistono diverse tipologie, ognuna con le sue peculiarità e margini di errore. Gli autovelox tradizionali, quelli a telelaser, misurano la velocità del veicolo tramite un raggio laser che rimbalza sull'oggetto (in questo caso, l’auto) e calcola la differenza di tempo per determinare la velocità. Questo sistema è soggetto a imprecisioni dovute alla presenza di pioggia, nebbia o altri ostacoli che possono riflettere il raggio laser. Le tolleranze sono stabilite dal Codice della Strada.

Più moderni sono gli autovelox "fotoregistratori", che utilizzano telecamere ad alta definizione per acquisire immagini del veicolo e della targa. Questi sistemi possono essere abbinati a sensori di velocità integrati nella strada, che forniscono una misurazione indipendente. La combinazione di queste due fonti di dati aumenta l’affidabilità, ma anche qui ci sono margini di errore legati alla calibrazione dei sensori e all'accuratezza delle telecamere.

Un aspetto cruciale è la "tolleranza". Il Codice della Strada (Art. 142 comma 1) prevede una tolleranza massima del 5 km/h fino a 100 km/h, e un 7% per velocità superiori. Questo significa che se il limite di velocità è 90 km/h, la multa scatta effettivamente a 94,5 km/h (90 + 4,5). Questa tolleranza tiene conto degli errori di misurazione dei dispositivi e della percezione soggettiva del conducente.

I dati ufficiali

Secondo i dati dell'ISTAT (Istituto per la Sicurezza Stradale) relativi al 2023, le sanzioni amministrative relative a infrazioni alla velocità rappresentano circa il 45% del totale delle contravvenzioni stradali in Italia. Circa l'87% di queste multe sono state emesse tramite dispositivi elettronici (autovelox, tutor, city radar). Un rapporto di Quattroruote ha evidenziato che il 32% delle persone multate superava la velocità massima consentita di meno di 10 km/h. L'ISTAT stima anche che circa il 18% delle multe per eccesso di velocità siano contestabili, spesso a causa di errori nella taratura dei dispositivi o mancanza di segnalazione adeguata.

I comuni italiani spendono annualmente oltre 150 milioni di euro per l'installazione e la manutenzione di sistemi di controllo della velocità. Questa cifra tiene conto non solo del costo dei dispositivi, ma anche del personale addetto alla gestione e all’analisi dei dati.

Cosa fare tu

  • Verifica la segnaletica: Assicurati che il limite di velocità sia chiaramente indicato. In caso contrario, potresti contestare la multa (vedi sotto).
  • Controlla la posizione degli autovelox: Anche se non è obbligatorio segnalare preventivamente la presenza di autovelox fissi, gli agenti in borghese che li utilizzano devono esibire un tesserino.
  • Conosci le tolleranze: Tieni presente che la multa scatta solo superando il limite di velocità più la tolleranza prevista dal Codice della Strada.
  • Contesta la multa: Se ritieni che la multa sia ingiusta, hai 60 giorni per presentarla al Prefetto. Le motivazioni possono essere diverse: malfunzionamento del dispositivo, assenza di segnalazione adeguata, errori nella notifica, o dubbi sulla taratura del sistema.
  • Richiedi gli atti della misurazione: Per contestare la multa, devi richiedere al comune gli atti relativi alla misurazione (verbale degli agenti, certificato di taratura del dispositivo).
  • Attenzione alle zone sensibili: In alcune aree, come i centri abitati o le strade ad alta pericolosità, il limite di velocità è spesso più basso e la tolleranza ridotta.

Come contestare una multa per autovelox

La contestazione deve essere inviata al Prefetto tramite raccomandata A/R o PEC (Posta Elettronica Certificata). Devi indicare i tuoi dati, il numero della multa e le motivazioni per cui la consideri ingiusta. Allega eventuali documenti a supporto (foto, testimonianze, ecc.). Il Prefetto valuterà la tua contestazione e deciderà se accoglierla o meno. Se il Prefetto respinge la contestazione, puoi presentare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni.

Un esempio recente: A Milano, nel 2024, un automobilista ha vinto una causa contro il comune perché l'autovelox utilizzato non era stato adeguatamente tarato. Il giudice ha ordinato la cancellazione della multa e ha condannato il comune a risarcire i danni per l’importo di 1.500 euro.

La trasparenza è fondamentale. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha emanato diverse direttive per garantire la correttezza dei sistemi di controllo della velocità, ma l'applicazione effettiva varia da comune a comune.

Fonti di riferimento:

Verificato dalla Redazione Scoprendo

Checklist pratica

  • Verifica i limiti di velocità: Presta attenzione ai cartelli stradali.
  • Conosci le tolleranze: Ricorda che la multa scatta oltre il limite più la tolleranza.
  • Richiedi gli atti: Se contesti, chiedi al comune i documenti relativi alla misurazione.
  • Rispetta i tempi per la contestazione: Hai 60 giorni per presentare ricorso al Prefetto.

Normativa di riferimento

  • Codice della Strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285): Articolo 142 per le sanzioni relative alla velocità
  • Direttive del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: Disposizioni sull'utilizzo dei dispositivi di controllo della velocità.

Consiglio risparmio

La prevenzione è la miglior cura! Riduci la velocità, mantieni la distanza di sicurezza e presta attenzione alla segnaletica per evitare multe inutili. Un cruise control adattivo può aiutare a mantenere una velocità costante e ridurre il rischio di eccesso di velocità.

  • Articolo 142, comma 8 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992): Questo articolo specifica che le rilevazioni effettuate con mezzi elettronici devono essere supportate da prove evidenti e verificabili per poter essere considerate valide ai fini sanzionatori.
  • Direttive del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: Queste direttive forniscono linee guida dettagliate sull'installazione, la taratura, il funzionamento e la manutenzione dei dispositivi di controllo della velocità, garantendo la loro accuratezza e affidabilità. Definiscono anche i requisiti per l'omologazione dei dispositivi e le modalità di verifica periodica.
  • Quando scatta la multa?

    La soglia di superamento della velocità che porta all’applicazione di una sanzione varia a seconda del tipo di strada e del limite imposto. Generalmente, si distinguono tre categorie:

    • Centri abitati (zone 30, zone a traffico limitato): Il limite massimo è solitamente di 50 km/h. La multa scatta con un superamento anche minimo del limite, spesso già a partire da pochi chilometri orari in più. L'applicazione delle sanzioni è severa e può comportare la decurtazione di punti dalla patente e l’aumento dell'assicurazione.
    • Strade extraurbane secondarie (zone 40, zone 90): Il limite massimo varia a seconda della specifica strada, ma in genere si parla di 90 km/h. La multa scatta con un superamento del limite superiore a una certa tolleranza, che tiene conto dei margini di errore del dispositivo e delle condizioni ambientali (ad esempio, umidità).
    • Strade extraurbane principali e autostrade (zone 100, zone 130): In queste strade i limiti sono più elevati. Anche in questo caso, la multa scatta con un superamento del limite superiore a una tolleranza definita. La tolleranza è generalmente maggiore rispetto alle strade urbane e extraurbane secondarie, ma varia comunque a seconda della specifica normativa regionale o locale.

    È importante sottolineare che la tolleranza non è un diritto del conducente, ma una necessità tecnica per garantire l'accuratezza delle rilevazioni. Essa tiene conto di fattori come il margine di errore intrinseco dei dispositivi, le condizioni atmosferiche (pioggia, nebbia) e lo stato della strada.

    Tolleranze: quanto sono alte?

    Le tolleranze applicate variano in base alla velocità rilevata. In linea generale:

    • Fino a 100 km/h la tolleranza è di 4 km/h o il 7% del limite, a seconda di quale sia il valore maggiore.
    • Oltre i 100 km/h la tolleranza è del 7% del limite.

    Ad esempio, in un centro abitato con limite di 50 km/h, la multa scatta generalmente a partire da 57 km/h (4 km/h + 7%). Su una strada extraurbana principale con limite di 90 km/h, la multa potrebbe scattare intorno ai 96,3 km/h (7% di 90). Su un’autostrada con limite di 130 km/h, la multa potrebbe scattare a partire da circa 139,1 km/h.

    Autovelox fissi, mobili e tutor: le differenze

    Esistono diverse tipologie di autovelox:

    • Autovelox fissi: Sono installati in posizioni prestabilite e spesso segnalate (anche se la segnaletica può essere parziale per non vanificare l'effetto deterrente).
    • Autovelox mobili: Sono utilizzati da pattuglie in movimento e possono essere posizionati in modo variabile, rendendo più difficile prevederne la presenza.
    • Sistemi Tutor (Temporary Urban Traffic Observation Recording): Si tratta di sistemi trasversali che