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Pitbull in Italia: è legale tenerlo? Tutto quello che devi sapere.

È legale tenere un pitbull in casa in Italia nel 2026?

È legale tenere un pitbull in casa in Italia nel 2026?
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Redazione Scoprendo
Redazione Scoprendo · Pubblicato il: 2026-05-08

Contrariamente a quanto si crede, e nonostante le persistenti polemiche, la risposta è: sì, con limiti. Tenere in casa un cane assimilabile al pitbull è legalmente possibile in Italia nel 2026: non esiste un divieto nazionale per razza. Valgono per tutti gli obblighi dell'ordinanza ministeriale del 2013 (prorogata), applicati in modo uniforme su tutto il territorio nazionale in base al comportamento del singolo animale, non al morfotipo.

Quale legge regola la situazione

Per capire se si può tenere in casa un cane assimilabile al pitbull non serve cercare un divieto nazionale per razza: dal 2009 la normativa italiana non distingue più i cani in base alla razza per definire la pericolosità. Il quadro vigente si fonda sull'Ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013, concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, prorogata più volte e tuttora in vigore con l'Ordinanza del 10 luglio 2025 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 192/2025).

Questo provvedimento si applica a tutti i cani, indipendentemente dalla razza o dal morfotipo: non esiste, nel 2026, una lista nazionale di razze bandite che colpisca il pitbull in modo automatico.

Cosa dice la legge esattamente

Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, l'ordinanza impone obblighi concreti a chi conduce un cane in città e nei luoghi aperti al pubblico:

  • guinzaglio non superiore a 1,50 metri in aree urbane e spazi pubblici (salvo le aree per cani individuate dai Comuni);
  • museruola (rigida o morbida) sempre disponibile e da applicare in caso di potenziale pericolo;
  • obbligo di affidare l'animale solo a persone in grado di gestirlo;
  • raccolta delle feci negli spazi urbani, con strumenti idonei;
  • responsabilità civile e penale del proprietario per danni o lesioni causati dal cane.

L'ordinanza nazionale (art. 3) prevede che, quando i Servizi veterinari delle ASL rilevano un rischio elevato di aggressività — a seguito di morsicatura, aggressione o valutazione comportamentale — il cane possa essere iscritto in un apposito registro tenuto dalle ASL. Solo per i cani iscritti in questo registro scatta l'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile per danni a terzi e di usare contemporaneamente guinzaglio e museruola in aree urbane e luoghi aperti al pubblico. Per tutti gli altri cani, compresi quelli di morfologia assimilabile al pitbull, non sussiste un obbligo assicurativo automatico a livello nazionale.

Non compare quindi un divieto automatico di detenzione in casa di un cane assimilabile al pitbull: conta il rispetto degli obblighi sopra e l'assenza di provvedimenti specifici sull'esemplare (misure ASL o, in casi particolari, ordinanze comunali del Sindaco).

Casi particolari ed eccezioni

Il termine "pitbull" è problematico: non esiste una definizione univoca riconosciuta, e indica spesso un gruppo eterogeneo di incroci (Bulldog inglese, American Staffordshire Terrier, American Bulldog e altri). Questo rende difficile applicare eventuali regole pensate per "razze tipiche".

Prima del 2009 esistevano provvedimenti che facevano riferimento a categorie morfologiche di cani; con l'evoluzione normativa nazionale quel modello basato sulle liste di razze è stato superato. Oggi il riferimento operativo resta l'ordinanza del 2013 (prorogata), valida per qualsiasi cane.

Alcuni Comuni possono adottare, con ordinanza del Sindaco, provvedimenti più restrittivi per specifiche situazioni locali. Tali misure comunali restano distinte dagli obblighi nazionali dell'ordinanza ministeriale e dagli obblighi assicurativi previsti solo per i cani iscritti nel registro ASL.

I cani addestrati per soccorso o assistenza alle persone con disabilità possono beneficiare di deroghe, se certificati da enti competenti e gestiti correttamente.

FAQ

Il pitbull è vietato in Italia?

No, non esiste un divieto nazionale di detenzione per razza o morfotipo assimilabile al pitbull. L'ordinanza ministeriale del 2013, prorogata fino al 4 settembre 2026, si applica a tutti i cani indipendentemente dalla razza. Tenere in casa un cane di questo tipo è legale, a condizione di rispettare gli obblighi generali (guinzaglio, museruola disponibile, gestione responsabile) e di non avere provvedimenti specifici sull'esemplare.

Serve un'assicurazione obbligatoria?

Non per tutti i cani. L'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile per danni a terzi è previsto dall'ordinanza nazionale solo per i cani iscritti nel registro dei morsicatori e a rischio elevato gestito dai Servizi veterinari delle ASL. Per un pitbull tenuto in casa senza segnalazioni o provvedimenti ASL, la polizza resta facoltativa, anche se consigliata per tutelarsi da eventuali richieste di risarcimento.

Cosa succede se il mio cane viene segnalato dall'ASL?

Dopo una morsicatura o un'aggressione, i Servizi veterinari delle ASL attivano un percorso di accertamento delle condizioni dell'animale e della gestione da parte del proprietario. Se viene rilevato un rischio elevato, possono disporre valutazione comportamentale, iscrizione nel registro ASL e obblighi aggiuntivi: polizza RC obbligatoria, uso contestuale di guinzaglio e museruola. Il proprietario risponde comunque civilmente e penalmente dei danni causati dal cane.

Le liste di razze esistono ancora?

No a livello nazionale. Dal 2009 la normativa italiana ha superato il modello basato su liste di razze pericolose. L'ordinanza vigente valuta il comportamento del singolo animale, non il morfotipo. Restano possibili provvedimenti locali comunali in casi specifici, distinti dal quadro nazionale uniforme.

Fonte: Ordinanza Ministero della Salute 2009, Codice Civile art. 2052