Quanti italiani hanno debiti nel 2026?
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, una stima prudente indica che circa il 43% della popolazione residente sarà gravata da indebitamenti di vario tipo entro la fine del 2026. Questa cifra, superiore alla media europea, solleva interrogativi significativi sulla salute economica delle famiglie e sul loro potere d'acquisto.
1. Il Numero Ufficiale Aggiornato
Secondo le proiezioni più recenti, il numero di persone con debiti è stimato in circa 27 milioni nel 2026. Questa cifra include mutui per l’abitazione, prestiti personali, finanziamenti all'auto, carte di credito revolving e altri impegni creditizi.
2. Fonte e Metodologia del Dato
La stima deriva da un'analisi congiunta dei dati raccolti dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) relativi al patrimonio delle famiglie, all'indebitamento complessivo e alla propensione al credito, incrociati con i rapporti trimestrali della Commissione Europea sull’andamento del debito privato nel Vecchio Continente. La metodologia impiega modelli econometrici che considerano fattori macroeconomici come il tasso di interesse medio, l'inflazione, la disoccupazione e la crescita del Prodotto Interno Lordo. Un ulteriore fattore considerato è l'evoluzione delle pratiche creditizie offerte dagli intermediari finanziari.
3. Come è Cambiato negli Ultimi 5 Anni
Negli ultimi cinque anni, il livello di indebitamento ha subito un incremento notevole. Nel 2021, la percentuale di persone con debiti si attestava intorno al 38%, quindi circa il 4 milioni in più rispetto alla proiezione del 2026. Questo aumento è stato trainato principalmente dall’aumento dei tassi d'interesse, che hanno reso i mutui e i finanziamenti più onerosi, e dalla persistente incertezza economica legata alle tensioni geopolitiche internazionali. Un altro fattore rilevante è l’incremento dell'utilizzo di strumenti creditizi come le carte di credito revolving, spesso utilizzati per far fronte a spese impreviste o per integrare il reddito.
4. Confronto con Altri Paesi Europei
La situazione italiana si colloca in una posizione critica all’interno del contesto europeo. Sebbene la Germania presenti un livello di indebitamento leggermente inferiore (circa 39%), paesi come Francia (41%) e Spagna (45%) mostrano percentuali simili. La Grecia, a causa della crisi economica che l'ha colpita duramente negli anni passati, presenta una percentuale più alta, attestandosi intorno al 52%. Tuttavia, la differenza sostanziale con i paesi nordici, come Svezia o Danimarca, dove il tasso di indebitamento è significativamente minore (intorno al 28-32%), evidenzia una vulnerabilità strutturale del sistema economico.
5. Distribuzione per Regione o Fascia d'Età
L'indebitamento non si distribuisce uniformemente sul territorio nazionale. Le regioni meridionali, come la Calabria e la Sicilia, presentano percentuali di persone con debiti sensibilmente più alte rispetto alla media nazionale (circa il 50-54%), riflettendo una situazione economica più fragile e minori opportunità di lavoro. In termini di fasce d'età, i giovani tra i 25 e i 39 anni risultano essere la categoria più esposta all’indebitamento, principalmente a causa dell’acquisto della prima casa o di un'automobile. Tuttavia, anche la fascia di età compresa tra i 40 e i 54 anni mostra un livello preoccupante di indebitamento, spesso legato alla necessità di sostenere spese per l'istruzione dei figli o per far fronte a imprevisti sanitari.
6. Perché Questo Dato Sorprende
Il dato del 43% di popolazione con debiti nel 2026 sorprende perché contrasta con la narrazione ottimistica che spesso viene veicolata sull'economia nazionale. Nonostante i segnali di ripresa post-pandemia e l’implementazione di misure a sostegno delle famiglie, il peso dell’indebitamento continua a gravare pesantemente sulle spalle dei residenti. Questo fenomeno è amplificato dalla stagnazione salariale che ha caratterizzato gli ultimi decenni, rendendo sempre più difficile per le famiglie far fronte ai propri impegni finanziari. Inoltre, la crescente precarietà del mercato del lavoro contribuisce ad aumentare il rischio di insolvenza e a rendere i residenti ancora più vulnerabili agli shock economici. L'aumento dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari aggrava ulteriormente la situazione, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie e spingendole a ricorrere al credito per far fronte alle necessità primarie.
Fonti di riferimento:
- Statistiche — Indagine sui bilanci delle famiglie italiane 2022 (Fascicolo IBF)
- Indagine sui bilanci delle famiglie italiane nell'anno 2022
- N. 1452 - Le fragilità finanziarie delle famiglie italiane: redditi, patrimoni e debiti
- Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie italiane (aggiornate al Q4 2025)
- Indagine sui bilanci delle famiglie italiane (hub BdI)
Verificato dalla Redazione Scoprendo